
TARANTO – Riesplode la questione trasporti- nel capoluogo Jonico. Dopo la presa di posizione dell’assessore alle municipalizzate del Comune di Taranto, Paolo Castronovi, che dal 7 gennaio prossimo ha previsto di fermare i pullman che provengono dalla zona occidentale della provincia di Taranto, in piazza Mercantile facendo divieto di entrare in città, un gruppo di genitori del territorio interessato, tra cui molti ginosini e marinesi , costituitosi di in comitato, protestano vivamente e scrivono al Prefetto
«Egregio signor Prefetto – esordisce il portavoce del gruppo, il marinese Massimiliano Doro – siamo un comitato di genitori ionici, che rivendica il diritto allo studio e alla salute per i propri figli, soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria.
Dal 7 gennaio prossimo, stando alle dichiarazioni fornite alla stampa dall’Assessore alle Municipalizzate di Taranto, Paolo Castronovi, i pullman provenienti dai paesi della zona occidentale della Provincia di Taranto, non potranno entrare in città, ma dovranno fermarsi nei pressi del porto mercantile, individuato dall’Amministrazione di Taranto, come “Terminal Bus».
Il comitato di genitori della provincia Jonica, che rappresentiamo, la giudica una decisione del tutto arbitraria, se non scellerata, in considerazione del fatto che sull’argomento, su sollecitazione dei sindaci del territorio, era stata chiesta la convocazione di un tavolo tecnico di confronto che coinvolgesse tutte le parti in causa, comprese le aziende di trasporto.
Nel primo ed unico incontro – proseguono i genitori – le parti ravvisarono la necessita di meglio approfondire la discussione, al fine di individuare soluzioni che in primis garantissero l’incolumità e salute degli studenti, quasi tutti minori, costretti ad uno scambio di mezzi pubblici con utenza promiscua, esponendo gli stessi e la cittadinanza stessa a inutili rischi di contagio da Sars-Cov2».
Ma ci sarebbero anche altre criticità. A ciò si aggiungerebbero – deunciano sempre i componenti del comitato – esborsi aggiuntivi per le famiglie con un supplemento di abbonamento mensile da corrisponde alla municipalizzata “Kyma Mobilità”, “stabilita” dall’ Assessore Castronovi, in tariffa agevolata a Euro 16,00 per un totale che rasenta i 100 Euro mensili per studente.
Queste, decisioni – incalzano i genitori – non tengono minimamente conto neppure dei quotidiani disagi che uno studente di “Provincia”, in condizioni di normalità, deve sostenere nell’ambito di un intero anno scolastico (ritardi, estenuanti ore di viaggio, la corsa ad un posto a sedere etc).
Premesso che dover prendere i bus di città, comporta la sovraesposizione di studenti, per la maggior parte minori al rischio di contrarre il virus in questo particolare momento di pandemia, l’abbonamento al trasporto scolastico comporta altresì un esborso per famiglia di almeno € 80 al mese e l’ulteriore spesa per la viaria cittadina andrebbe a gravare sui nuclei familiari ulteriormente provati,
Le chiediamo signor Prefetto di esperire tutte le vie di mediazione possibili che si erano anche aperte con la convocazione di precedenti tavoli tecnici per la soluzione del problema».
Ma il comitato non chiude al dialogo: «In quest’ottica – prosegue la lettera al prefetto – chiediamo anche l’intervento del sindaco di Taranto affinché l’assessore Castronovi riveda la sua posizione in una chiave di salvaguardia del bene comune che prescinda da interessi economici.
Tali decisioni avranno sicuramente ricadute negative sugli istituti superiori della Città, in virtù delle scelte che tante famiglie della provincia si accingono a fare relativamente all’istituto da frequentare.
A noi preme soltanto e prioritariamente – concludono i genitori ionici – l’interesse e la salute dei nostri figli con una scuola accessibile a tutti e senza discriminazioni» .
La palla passa ora alle parti. I genitori non mollano. (mip).
PIÙ COMMENTATI