Nel cuore del centro storico di Ginosa, con affaccio di fronte alla chiesa dei Santi Medici, che rimanda ad uno scorcio immaginifico del nostro paese, fatto di palazzi e di archi dal sapore leopardiano, esiste un bar bellissimo, culla di stupendi cocktail è punto di riferimento per giovani meno giovani nelle sere d’estate.
Sì perché nella bella stagione è piacevolissimo intrattenersi sulla piazza, tra i tavolini e le chianche, magari gustando un mirabile Portofino; ma quando arriva l’inverno, o anche solo una pioggia torrenziale, io e le persone in carrozzina come me, in quel caffè, che pure è arredato internamente con gran gusto e cospicui investimenti per il riadattamento e la ristrutturazione dei locali, non ci posso entrare, né tantomeno posso accedere alla splendida terrazza e ai piani superiori.
Allora mi chiedo, non si poteva pensare ad un montacari esterno? Forse c’erano indubbi problemi con la Soprintendenza, Ma possibile che non si potesse e non si possa trovare una soluzione di accessibilità?
Gli spazi e i luoghi di svago per le persone con disabilità a Ginosa sono veramente esigui. Ed è un gran peccato. Perché basterebbero a volte, solo un pó di duttilità e di buon senso. Senza scomodare il rispetto delle leggi.E questo non riguarda solo le persone disabili, Ma si riflette sulla vivibilità di chiunque.
Michele Pacciano
Il nostro mare rimane bellissimo, è uno dei più cristallini della costa. Le nostre piagge, con l’arenile basso, sarebbero raggiungibili facilmente anche per le persone disabili. Grazie anche ad una felice intuizione avuta anni fa dai dirigenti della locale Banca di Credito Cooperativo, ogni stabilimento balneare di Ginosa Marina è fornito di una sedia job che facilita l’accesso in acqua delle persone con disabilità, ma se si entra più nello specifico delle singole realtà i problemi non mancano, a cominciare dall’accesso facilitato alle spiagge libere per finire alla mancanza di bagni pubblici ed impianti chimici a norma.
Le passerelle in legno, in linea di massima, assicurano una discesa in acqua più o meno agevole. Le rampe di accesso ai lidi non sempre sono a norma e costringono i turisti con disabilità a gimcane da montagne russe. Per non parlare della cronica carenza di parcheggi autorizzati: quando li trovi, sono troppo spesso occupati da macchine senza l’apposito talloncino. Adesso si sta correndo ai ripari e cominciano a fioccare le multe. Ma questo non è che un sasso nello stagno. Aspettiamo le vostre segnalazioni. Seguirà un’inchiesta con video.
(Michele Pacciano)
Alessandro ha conseguito il diploma di maturità come perito in elettronica e telecomunicazioni all’istituto Amaldi di Statte con il massimo dei voti e l’applauso della commissione esaminatrice. Lui pluristrumentista, studia pianoforte, batteria e sax, ed ora potrà finalmente coronare il sogno di entrare al conservatorio Paisiello, preparandosi per il test d’ingresso».
La storia raccontata da Maria Spada, del figlio Alessandro Murciano, non è così ordinaria come appare soffermandosi sulla sua superficie. Immergendosi nel profondo, invece, come se seguissimo Alessandro in una delle sue immersioni in apnea nei mari di Taranto con l’istruttore Luca Pellicoro dell’Enyoj your Dive, scopriremmo un diciottenne affetto da disturbo dello spettro autistico, la cui disabilità, teoricamente, implica un lento sviluppo intellettuale con un funzionamento sotto la media, comportamento immaturo e limitate capacità di prendersi cura di se stessi. Eppure oggi, come spiega la mamma che è il suo sostegno e guida educativa, «Alessandro è stato anche questo, ed ancora oggi alcune volte ha bisogno di essere ciò che è. Ma oggi Ale è un ragazzo capace di coltivare tanti progetti con la determinazione. Eppure il suo percorso esistenziale è stato tutt’altro che facile. Sembra ieri, quella fatica nel metterlo in relazione con il mondo – ricorda sua madre -, quella grinta nel centrare gradualmente obiettivi come i mattoni di un palazzo, i pianti per risultati che non arrivavano, le paure di non farcela, sino ai tanti sorrisi e alle molte soddisfazioni».
Ora comprendiamo perché il «100» conquistato alla maturità da Alessandro non è un risultato «normale». Il percorso di vita «di mio figlio non è stato facile, con la difficoltà a stabilire relazioni» spiega ancora Maria Spada, il cui impegno quotidiano educativo è doppio, visto che anche il fratello minore di Alessandro, Lorenzo, presenta la patologia autistica, «ma anche in questo caso il disturbo lo stiamo affrontato con progresso, come documenta la media di 9.45 con cui ha chiuso la seconda media».
La famiglia si intreccia con la scuola e il connubio genera risultati. Murciano ne è un esempio con la sua virtù musicale. «Nell’ultimo anno all’Amaldi – evidenzia la mamma – mio figlio ha rafforzato le convinzioni sul percorso da perseguire al conservatorio, affrontando 60 ore di un Pon dedicato alla musica digitale. Il suo obiettivo è diventare un artista professionista e mettere su una cooperativa, chiamarla “Uno per tutti e tutti per uno” ed insegnare il mondo delle note ai bambini ed ai ragazzi affetti dalla sua stessa patologia».
Il tracciato relazionale intrapreso da Alessandro lo ha anche portato ad affacciarsi al mondo del lavoro, come dimostra l’esperienza «Camerieri per una sera», promossa dall’associazione Mister Sorriso, vissuta in un ristorante a servire ai tavoli. Con lo stesso sodalizio dei «Volontari della gioia», il ragazzo, insieme ad altri compagni dello spettro, sono appena partiti col progetto «Blue Social», in cui intervistano le realtà commerciali, imprenditoriali e culturali di Taranto.
Il risultato è un prodotto consultabile su Facebook, Instagram e Tik Tok, il cui marchio è del colore blu che rappresenta l’autismo, in quanto sfumatura portatrice di speranza, calma e razionalità.
Le tre caratteristiche racchiuse in Alessandro che dal sito internet personale si racconta così: «Ho sempre adorato la musica perché con essa mi sentivo libero, sereno e speciale. Mia madre, notando il mio potenziale, decise di farmi studiare pianoforte. In poco tempo, secondo la mia insegnante Vittoria Macheda, diventavo molto bravo, e si aggiunse così a questo lavoro, anche il canto. Con quest’ultimo il mio linguaggio è migliorato, più passava il tempo e meglio riuscivo ad esternare verbalmente ciò che avevo nel cuore».
Nella sua pagina campeggiano i brani Beauty and the Beast di Celin Dion e Nuvole Bianche di Einaudi. Tracce animiche di Alessandro, che col tempo ha imparato ad accettare le sue «differenze», con lo sguardo rivolto al cielo, capace di ispirare scenari sorprendenti.
– Passerelle al mare per disabili coi fondi ex Ilva provenienti dal Piano di rigenerazione sociale per l’area di crisi di Taranto.
Con quei soldi la giunta comunale ha finanziato il progetto «Mare oltre le barriere», che consentirà (con un investimento di circa 60mila euro) di intervenire quest’anno sulle spiagge pubbliche di Lido Azzurro, viale Del Tramonto, Tramontone e isola amministrativa, attraverso l’installazione di nuove passerelle d’accesso.
Il progetto, inoltre, prevede anche un servizio di accompagnamento dedicato ai diversamente abili, che sarà effettuato da enti del terzo settore individuati attraverso una procedura di evidenza pubblica.
L’intero percorso è stato condiviso con le tante associazioni che hanno contribuito alla stesura del Piano di Zona. Il piano di rigenerazione sociale per l’area di crisi di Taranto prevede una serie di interventi di varia natura.
Si tratta del piano previsto dal decreto legge 191 del 2015, che conteneva disposizioni urgenti per la cessione a terzi dei complessi aziendali del gruppo Ilva, finanziato attraverso risorse gestite da Ilva spa in amministrazione straordinaria.
L’avviso per gli enti del terzo settore, disponibile sul sito istituzionale dell’ente, scadrà il 23 luglio e partirà indicativamente nel mese di agosto.
Giuseppe lavora in un supermercato. Vitalba passa le sue giornate tra il centro diurno e la televisione di casa.
Giuseppe è un uomo con la sindrome di Down. Vitalba è una donna con la sindrome di Down.
Oggi è la giornata internazionale delle persone con sindrome di Down, Ce ne sono due ogni anno. A voler essere ottimisti servono a fare il punto di una situazione in cui le famiglie si sentono spesso sole di fronte ad un problema che può diventare dramma e che riguarda soprattutto il lavoro e l’integrazione a tutti i livelli, soprattutto dopo l’età scolare. Da adulti sembra che un percorso si interrompa bruscamente, dicono i genitori delle persone con Sindrome di Down. Il lavoro è ancora una chimera. I progetti per l’inclusione lavorativa mirata si possono contare sulle dita di una mano. Il dopo di noi è ancora una ferita aperta. Non esiste una seria politica dell’inclusione che riesca ad andare oltre l’assistenza. Anche la Puglia, nonostante i pregevoli esempi del progetto che un valido supporto per la Vita indipendente delle persone con disabilità, sembra a metà del guado. La vita affettiva e la sessualità, Salvo pregevoli eccezioni, rimangono un tabù.
Come sempre le famiglie sono in prima linea. Ma non basta. Non serve un giorno per riflettere. Occorrono tutti i giorni per agire.
Michele Pacciano
La Carta Europea della Disabilità fa parte di un progetto europeo finalizzato al riconoscimento reciproco dello status di disabilità tra gli Stati membri e consentirà agli utenti di accedere a tutti i servizi a cui hanno diritto, compreso l’accesso alle zone a traffico limitato, senza dover chiamare o chiedere permessi.
Permette inoltre di dimostrare la propria disabilità presso i punti di contatto pubblici, sostituendo i certificati e i verbali cartacei, e di accedere gratuitamente (o con tariffe ridotte) ai luoghi coperti dalla Convenzione.
I cittadini possono richiedere questo documento tramite una procedura online e il documento verrà inviato a casa loro.
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