
Opporsi al rinnovo automatico delle concessioni balneari e renderle a tempo determinato. Inoltre, le assegnazioni devono avvenire attraverso un processo di selezione equo e trasparente. Questa è la sentenza emessa oggi dalla Corte di giustizia dell’Unione europea nella controversia tra l’Autorità garante della concorrenza e del mercato e il Comune di Ginosa, Taranto.
La Corte ha fatto riferimento alla direttiva europea Bolkestein, che stabilisce che le licenze di proprietà dello Stato devono essere concesse sulla base di una procedura di selezione da una rosa di candidati. In Italia, invece, nel 2018 il primo Governo Conte ha previsto una proroga della concessione fino al 31 dicembre 2033, che veniva rinnovata automaticamente a chi ne era già in possesso. Questo ha portato la Commissione europea ad avviare una nuova procedura di infrazione nei confronti dello Stivale, che si è conclusa ieri con l’esito previsto.
Nel 2020, seguendo l’esempio dello Stato, anche il Comune di Ginosa ha esteso il proprio diritto di occupazione dell’area marina (delibera del 24 dicembre 2020). Il sindaco Vito Parisi (Movimento 5Stelle) è soddisfatto della conferma della sentenza europea, che ha iniziato a fare chiarezza sull’applicazione nazionale della direttiva Bolkestein. Il primo cittadino di Ginosa ha dichiarato di voler “offrire la propria collaborazione al Governo per la creazione di un bando standard che possa prevedere l’istituzione di gare con criteri di assegnazione unici per tutte le amministrazioni locali”. Non possono esserci 4.000 bandi, uno per ogni comune”. Parisi è molto chiaro per quanto riguarda i progetti tecnici, ribadendo che “bisogna evitare che le aste si svolgano su presupposti e criteri puramente economici”. Per il sindaco pentastellato “non ci sono più scuse” e “bisogna risolvere questo annoso problema lavorando subito al progetto”.
Parisi approfondisce la questione, sottolineando che “il nostro aggiornamento non è stato automatico, ma condizionato, a causa dell’incertezza dei regolamenti europei e dello sviluppo del piano costiero”. Nello specifico, ai Comuni è stato concesso di riconoscere il demanio marittimo a condizione che tutti gli utenti escludano l’abusivismo edilizio, per il quale sono state applicate anche delle sanzioni. Sullo sfondo, le ruspe si vedono ovunque. E non solo demolizioni, ma anche multe tra gli 80.000 e i 150.000 euro”, afferma. Il sindaco pentastellato conclude sottolineando che “in altri comuni le concessioni sono state rinnovate automaticamente senza dover fare grandi lavori come nella nostra amministrazione”.
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