
Imprenditore illuminato e lungimirante, per anni consigliere di amministrazione della Banca di Credito Cooperativo di Marina di Ginosa, ha fatto dell’impegno nella sua ditta, un esempio di quella laboriosità operosa, alla base della dottrina sociale della Chiesa.
In memoria di Gaetano, un caro congiunto e, ancor più, un amico fraterno.
di Vincenzo Calabrese
Avevo poco più di undici anni quando entrai per la prima volta in casa sua, era appena arrivato con la famiglia da Lecce, lo sguardo e la speranza aperta al futuro. Erano gli anni in cui il nascente nucleo abitativo aggregava una comunità in esodo proveniente dai luoghi più disparati, il cui contributo di lavoro e di sacrificio rendeva sempre più operoso questo lembo di terra, Marina di Ginosa. Da subito, il suo, quasi un richiamo a far parte di questa comunità, integrarsi ed esserne partecipe con il proprio apporto proficuo e lungimirante, pregno di attitudini creative originali e talvolta fuori dal normale, un vero figlio di questa terra. A casa sua nella stanza che mi accolse, lo sguardo fu rapito da una pergamena incorniciata e sospesa al muro in bella evidenza con su scritto: “Per amore di Gesù Crocifisso in questa famiglia non si bestemmia”. Mi resi subito conto di trovarmi al cospetto di un nucleo familiare portatore di valori autentici del Cristianesimo, quei valori nei quali io stesso ero cresciuto e di cui mi nutrivo spiritualmente. Con me e con mio fratello Luciano, suo coetaneo, fu da subito amicizia vera, si condivideva molto del nostro vissuto, la scuola, lo sport, il tempo libero, con la spensieratezza propria di quella età meravigliosa. Scoprimmo però da subito, entrambi, che qualcosa ci separava ed era il tifo per le squadre di calcio, lui e Luciano tifosi del Milan ed io della Juve, nessun problema poiché le discussioni erano sempre improntate ad una dialettica di rispetto reciproco, mai una parola fuori posto. Gli anni ci hanno visti entrambi partecipi di un percorso scolastico dignitoso, il tempo di scuola secondaria di secondo grado a Taranto. Di buon mattino insieme in bici, poi in lambretta e, l’ultimo anno, in macchina, puntuali, il treno non poteva aspettare. La sua proverbiale disponibilità lo portava spesso, durante il tragitto in treno, a dispensare “soliti” amici di suggerimenti e chiarimenti su contenuti disciplinari più ostici, mai un rifiuto. Appassionato di aereonautica, riuscì ad entrare con merito negli allievi ufficiali di complemento con l’intento di prendere il brevetto da pilota, ben presto arrivò una inattesa rinuncia motivata da un incidente aereo ad alcuni colleghi di corso. Il viaggio insieme a Bari presso l’Università, voleva iscriversi alla facoltà di Ingegneria, fu a dir poco per lui traumatico, di ritorno mi confidò la propria irrevocabile rinuncia; quel mondo proprio della contestazione studentesca di allora fatto di proteste vibranti, da parte di alcuni facinorosi appartenenti alle frange estremiste, lo aveva dissuaso a proseguire gli studi. La sua riconosciuta professionalità lo portò negli anni a creare alcune imprese nel settore dell’artigianato, operò con impegno e onestà ponendosi come imprenditore capace ed affidabile nonchè formatore sotto il profilo tecnico e, soprattutto, umano, etico e morale per alcune generazioni che non disdegnarono di riconoscergli l’appellativo di “Mesciù” Gaetano. Per diversi lustri è stato membro del consiglio di amministrazione della BCC locale all’interno del quale non ha mai fatto venir meno il proprio prezioso, talvolta insostituibile, apporto di collaborazione soprattutto quando chiamato a gestire situazioni emergenziali complesse. Il lavoro, quindi, per lui come missione dall’elevato profilo umano e pedagogico, il lavoro a cui non si è mai sottratto anche quando la malattia inesorabile ha decretato la sua prematura dipartita. Ci accompagnerà la sua generosità, il suo sorriso spontaneo, la sua allegra e compiaciuta cordialità nei rapporti con il prossimo. Sempre prodigo verso la famiglia nella cui dimensione valoriale è cresciuto ed ha esercitato con amore paterno il ruolo guida, lascia tracce luminose delle sue riconosciute virtù alle quali ciascuno potrà fare riferimento nella difficile gestione dei sentimenti che si accompagnano alla perdita di una persona cara.
Ciao Gaetano, mi piace ricordarti così.
Marina di Ginosa 19/09/2023
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