
Quei panzerotti, al bar Jonio, con la ricetta segreta di nonna Lelina, Angela Cazzetta, la matriarca di una grande famiglia, hanno segnato un’epoca a a Marina di Ginosa.

Difficilmente troveremo la dolcezza di quella pasta soffice, di quel pomodoro verace e di quella mozzarella realmente filante, che nulla aveva a che vedere, con la scipita pasta di latte, che si usa adesso.
Forse era solo il richiamo dell’infanzia, dell’adolescenza e della giovinezza, ritmata da un Jukebox, prima in piazza e poi davanti alla mitica Banca di Credito Cooperativo, la nostra banca. Dove sono sbocciati gli amori estivi e dove qualcuno ha incontrato il compagno della vita. Ma la fragranza dei panzerotti di Nonna Lelina, che magari portavamo bollenti nel cinema Arena La Pineta, dove guardavamo grandi film, o anche pellicole adolescenziali, che hanno fatto la storia del cinema, come il Tempo delle mele, o Grease, e ci scambiavamo i primi baci furtivi, inseguendo un’età adulta, che poi si sarebbe rivelata diversa, hanno sempre rappresentato per la nostra generazione degli anni 70 e 80 una specie di Madeleine di proustiana memoria.
Non lo diciamo con nostalgia, o con rimpianto, bevevamo il Bayles, al bar Jonio e facevamo discorsi impegnati, per sentirci più grandi, gettando gli occhi su quella ragazza che non ci filava di pezza.
Non bisogna vivere di ricordi. Ma i ricordi, quelli veri, vanno vissuti e rivitalizzati tutti. I panzerotti di nonna Lelina, ancora oggi sono questo, un ricordo che si scioglie in bocca, lasciando un vago piacere sulla punta della lingua.
Michele Pacciana
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